Il Ventaglio è un oggetto dalla storia millenaria che ha saputo evolversi da semplice strumento pratico a simbolo di status sociale, opera d’arte e mezzo di comunicazione segreta. La sua traiettoria storica attraversa epoche e continenti, influenzando profondamente il costume, la narrativa e le arti visive.
Origini:
Le prime testimonianze del ventaglio risalgono all’Antico Egitto (XIX dinastia) e all’Asia, dove appariva in bassorilievi e pitture come un accessorio riservato esclusivamente ai servizi e alle cerimonie di palazzo. Inizialmente, lo scopo era puramente funzionale: serviva per rinfrescarsi, scacciare insetti o ravvivare il fuoco, utilizzando materiali semplici come grandi foglie o vegetali intrecciati. In Cina, già nel VII secolo a.C., divenne un simbolo di prestigio, mentre nel mondo occidentale fu la civiltà greca a introdurlo per l’uso domestico nel V secolo a.C.. Successivamente, i Romani adottarono una struttura fissa chiamata flabellum, tipologia che rimase predominante per tutto il Medioevo sia per usi civili che religiosi.
Struttura: Sebbene la Cina utilizzasse modelli rigidi in bamboo già nel II secolo a.C., l’invenzione del ventaglio pieghevole è attribuita ai giapponesi tra il VII e il IX secolo. Si narra che il meccanismo sia stato ispirato dall’ala del pipistrello. In Giappone si distinsero due modelli: l’uchiwa (piatto e tondo) e l’ōgi o sensu (pieghevole). Quest’ultimo era un oggetto complesso: fabbricato dalle donne e dipinto dagli uomini, era indispensabile per la danza, per gli attori dei teatri Noh e Kabuki e persino per i samurai, che lo usavano per segnalazioni belliche o come arma.
L’Età d’oro in Europa inizia da un italiana: Il ventaglio pieghevole arrivò in Europa nel XV secolo tramite i portoghesi, ma fu Caterina de’ Medici a renderlo un “must-have” per la nobiltà francese ed europea nel 1533. In Occidente, l’oggetto venne reinventato con materiali preziosi come avorio, metalli rari, seta e gemme per ostentare ricchezza. Regine come Elisabetta I d’Inghilterra lo trasformarono in un elemento iconico della propria immagine regale. Nel XVIII secolo, il ventaglio raggiunse l’apice della specializzazione: esistevano modelli per la chiesa, per i balli e persino per il lutto. Divenne anche un celebre souvenir del Grand Tour, con esemplari dipinti da artisti del calibro di Canaletto.
Curiosità: Una delle sfaccettature più affascinanti è il “linguaggio segreto del ventaglio”, un codice di corteggiamento cifrato nato per aggirare le rigide etichette sociali. Attraverso gesti precisi, come appoggiare il ventaglio sulle labbra, o chiuderlo bruscamente, le dame potevano inviare messaggi complessi senza parlare. In Giappone, il ventaglio era centrale anche in ambito ludico, come nel gioco del Tōsenkyō (lancio al bersaglio) o nella tradizione di lanciare ventagli in acqua per celebrare l’arrivo dell’autunno. Nella cultura giapponese, il ventaglio influenzò la letteratura con il genere ōgi no sōshi, libri di poesie illustrati all’interno di sagome a forma di ventaglio. Nell’arte moderna, il ventaglio è stato celebrato in dipinti di maestri come Monet e Boldini, mentre nel cinema contemporaneo è usato per evocare il lusso del passato, come nel film Marie Antoinette di Sofia Coppola.
Se leggendo ti sei incuriosita su questo accessorio, ecco alcune opere letterarie che ti consigliamo di leggere:
Il *ventaglio indiano / Victoria Holt – Collocazione (D 808.8385 HOL)
Il ventaglio / Carlo Goldoni – Collocazione (852.6 GOL)
Il ventaglio di Lady Windermere / Oscar Wilde – Collocazione (822.8 WIL)
Fiore di neve e il ventaglio segreto / di Lisa See – Collocazione (813.54 SEE)
Memorie di una geisha / Arthur Golden – Collocazione (D 813.54 GOL)
Venetia / Georgette Heyer – Collocazione (808.838 5 HEY)
Vol. 1: Il *duca e io / Julia Quinn – Collocazione (808.8385 QUI)
[1]: La *Villa delle Stoffe / Anne Jacobs – Collocazione (808.8385 JAC)
Cime tempestose / Emily Bronte – Collocazione (823.8 BRO)
Orgoglio e pregiudizio / Jane Austen – Collocazione (823.7 AUS)
Storie a fumetti :
Orgoglio e pregiudizio : il racconto illustrato e a fumetti ispirato all’opera di Jane Austen / [testi di Tea Orsi ; disegni di Goodname Studio per il racconto illustrato ; soggetto e sceneggiatura di Teresa Radice ; disegni di Stefano Turconi per il fumetto] – Collocazione (R 741.5 DIS)
