Consigli di lettura. Il cappello nella letteratura.

Fino a metà del secolo scorso, uscire di casa senza cappello per un uomo era impensabile quanto uscire senza scarpe oggi. Ma cosa è successo? Andiamo con ordine.

Il cappello nasce per delle funzioni pratiche, ma con il tempo assunse un codice sociale:

  • Antica Grecia: Il petasos era il primo cappello a tesa larga, usato dai viaggiatori.
  • Antica Roma: Il pileus (un berretto di feltro) veniva consegnato agli schiavi liberati; divenne così il simbolo universale della libertà.
  • Medioevo: Il copricapo indicava il mestiere e il rango. Più era alto o elaborato, più importante era chi lo indossava.

Ma è tra XVIII e il XX secolo che il cappello maschile ha vissuto la sua massima diversificazione e ogni modello raccontava una storia:

Cilindro (Top Hat) nasce alla fine del ‘700 fino al XIX sec. è l’emblema dell’alta borghesia e della nobiltà, appare rigido e imponente. Bombetta (Bowler) nasce nel 1849 in Inghilterra per i guardiacaccia, divenne il simbolo degli impiegati della city e della nascente classe media. Il Fedora anni 1920-1950, il cappello dei gangster e degli investigatori (Bogart), ma originariamente era un modello femminile. Coppola (Flat Cap) nasce nel XVI sec. (Inghilterra) era un cappello obbligatorio per legge, per i non-nobili in Inghilterra, per sostenere l’industria della lana. Fu poi esportato in Sicilia dai commercianti inglesi.
E concludiamo con il Panama che nasce nel XIX sec. (Ecuador), nonostante il nome, nasce in Ecuador. Divenne celebre quando Theodore Roosevelt lo indossò visitando i cantieri del Canale di Panama nel 1906.

Perché oggi gli uomini non portano più il cappello quotidianamente? Esiste un mito diffuso, ma la realtà è più complessa. La leggenda narra che sia stato John F. Kennedy ad uccidere l’industria del cappello, perché fu il primo presidente a presentarsi all’inaugurazione (1961) a capo scoperto. Ma la verità è che Kennedy in realtà indossò il cilindro quel giorno (togliendolo solo per il discorso). Tuttavia, la sua immagine giovane e i suoi capelli folti resero il cappello un accessorio “da vecchi”.

Ma le vere cause sono imputabili ad altro, la prima fra tutte le automobili, le auto con tetti più bassi, indossare un cilindro o una bombetta mentre si guidava era impossibile, inoltre la modifica delle abitudini di igiene con l’avvento degli shampoo moderni, gli uomini iniziarono a lavarsi i capelli più spesso, e non avevano più bisogno di nascondere i capelli sporchi o difenderli dalla polvere delle strade. Ma fu durante la Rivoluzione del 1968 che il cappello fu rifiutato dalle nuove generazioni che lo misero al bando come simbolo di autorità del sistema, abbracciando uno stile più libero ed informale.

    Altre curiosità sul cappello

    • “Matto come un cappellaio”: Il detto nasce in epoca vittoriana a causa del mercurio usato per lavorare il feltro, che causava gravi danni neurologici agli artigiani, questo problema particolarmente sentito in quell’epoca ha ispirando anche il personaggio del Cappellaio Matto nel romanzo di Lewis Carroll “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie“.
    • Nell’universo Fantasy il cappello da mago è un potente archetipo. In opere come Harry Potter dove diventa addirittura un cappello parlante un personaggio, funge da distintivo di autorità, come anche ne Il Signore degli Anelli, il cappello grigio di Gandalf rende il saggio mago subito riconoscibile. Storicamente evoluto da marchio di emarginazione a simbolo di potere arcano, esso sposta l’attenzione sulla testa del mago. Rappresenta graficamente il legame tra conoscenza superiore e identità, separando visivamente l’iniziato dalla gente comune. Il cappello rappresenta l’estensione fisica della mente del mago, dove risiede la vera fonte del suo potere soprannaturale, è un elemento distintivo al pari di bastone e bacchetta magica.
    • Evoluzione femminile: Tra l’Ottocento e il dopoguerra, il cappello da donna è passato da obbligo sociale a simbolo di modernità (come la cloche), diventando infine un accessorio di puro stile per occasioni speciali.

    Ecco alcuni libri che potete trovare in biblioteca dove i protagonisti si distinguono per il cappello che indossano:

    Poirot (Bombetta) o (Panama) a seconda dell’ambientazione – Assassinio sull’orient-express / Agatha Christie – Collocazione : D 808.838 72 CHR

    Dracula ( Cilindro) – Dracula / Bram Stoker – Collocazione : 808.838738 STO

    Sherlock Holmes ( Deerstalker – berretto da cacciatore) – Il ritorno di Sherlock Holmes / Arthur Conan Doyle – Collocazione : 808.83872 DOY

    Raskol’nikov ( Zimmermann – cappello alla tedesca) – Delitto e castigo / Fëdor M. Dostoevskij – Collocazione : D 891.733 DOS

    Lydia ( bonnet – cappellino a cuffia) – Orgoglio e pregiudizio / Jane Austen – Collocazione : 823.7 AUS

    Duchessa di Guermantes (cappello con egretta (piuma di airone)) – Alla ricerca del tempo perduto / Marcel Proust – Collocazione : 843.912 PRO

    Offred (wings – cuffia rigida ad ali) – Il racconto dell’ancella / Margaret Atwood – 808.838762 ATW

    Indiana Jones (Fedora) – I predatori dell’arca perduta / Campbell Black – Collocazione : D 808.838 72 BLA

    I bambini della Workhouse (berretto) – Oliver Twist : a fumetti / Charles Dickens – Collocazione : 741.5 DIC

    Zio Paperone (Cilindro) – Paperone : un patrimonio di storie / Walt Disney – Collocazione : R 741.5 PAP

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